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Scavi di Sibari

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Scavi di Sibari

Regione: Calabria
Località: Sibari

Le prime esplorazioni archeologiche che portarono poi all’identificazione degli Scavi di Sibari, ebbero inizio nei primi anni del Novecento ad opera di due archeologi, Umberto Zanotti Bianco e Paola Zancati Montuorno, che furono i primi ad identificare i resti di antiche costruzioni, prevalentemente di epoca romana, all’interno del Parco del Cavallo.
Fu questo l’inizio di un’esplorazione archeologica molto più accurata che nel 1932 portò all’identificazione dell’antica Sybaris, antica e ricchissima colonia achea in Italia, la cui fondazione è stata fissata al 730 a.C. e il cui nome richiama quello della capitale della Colchide.
Sybaris crebbe negli anni e si affermò in breve come la più grande città della Magna Grecia, immediatamente dopo Taranto, sia per popolazione che per potenza economica e commerciale.
I primi scavi, sebbene una campagna archeologica più strutturata si ebbe solo tra gli anni Sessanta e Settanta, portarono comunque all’identificazione dei primi reperti tutti, come detto, di epoca romana. Successivamente, presso il Parco dei Tori, fu possibile identificare il quartiere artigianale della Sybaris arcaica, dove sono oggi visibili i resti di un edificio rurale, relativo alla città di Thouriori e numerose altre costruzioni ancora più antiche.
Presso la località di Salto, è stato invece possibile identificare una tomba sotterranea decorata, con molta probabilità appartenuta a un guerriero brettio, come sarebbe dimostrato da un ricco corredo ritrovato all’interno della tomba stessa; questo corredo ricomprendeva corazza anatomica in bronzo, elmo, cinturoni, lance e spada in ferro, oltre a un recipiente in argento e auna serie di vasi decorati in terracotta, tutti resti oggi conservati presso i Musei di Reggio Calabria e di Sibari.
Poco distante dall’antica Sibari si trova un terrazzamento naturale, il Timpone della Motta, che sovrasta l’intero arco costiero; alcuni reperti ritrovati in questa zona dimostrano come qui un tempo sorgesse un villaggio di origine probabilmente greca. Presso la località di Macchiabate è invece possibile visitare una necropoli piuttosto estesa risalente all’Età di Ferro e caratterizzata da sepolture a fossa e ricoperte di ciottoli di fiume; qui sono stati ritrovati numerosi corredi, alcuni dei quali piuttosto ricchi e dai quali si è potuto evincere come la società di quel tempo fosse piuttosto diversificata dal punto di vista sociale.
Il ritrovamento degli scavi di Sibari è stato ovviamente importantissimo e ha determinato il ritrovamento di numerosi reperti come corredi, porcellane, e molti altri oggetti di uso quotidiano.
Su Sibari esiste poi una leggenda; si narra infatti che gli abitanti di Sibari si fossero così abituati alla ricchezza e al vivere bene che si erano totalmente disabituati alla guerra, al punto tale che quando vennero attaccati dalla vicina Crotone furono subito sbaragliati grazie ad un particolare stratagemma: i guerrieri di Crotone cominciarono a suonare il flauto e visto che i cavalli dei sibariti erano ormai più abituati alla musica che al rumore della guerra, iniziarono a ballare facendo cadere i cavalieri ed esponendoli così al massacro.
Per visitare l’area archeologica di Sibari sono solitamente previste tre tappe fondamentali:
• Museo archeologico
• Scavi
• Laghi

Nelle vicinanze (in un raggio di 1 Km)

Hotel vicino Scavi di Sibari

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