Situata alle pendici del Monte Vulture, Monticchio è una frazione appartenente ai comuni di Rionero in Vulture e Atella, particolarmente nota per la sua varietà naturale e soprattutto per i suoi laghi che, in ogni periodo dell’anno, attirano turisti provenienti soprattutto dalla Campania e dalla Puglia. Proprio i laghi, da sempre considerati come le “perle” di questo territorio, sono la maggiore attrazione turistica del luogo. Si tratta di due laghi di origine vulcanica che si aprono in un cratere del Monte Vulture, considerato uno dei più elevati del Sud Italia. Il lago grande copre un’area di circa 40 ettari ed è situato a 656 metri sul livello del mare, mentre il lago piccolo si estende per un’area di 10 ettari ed è posto a 658 metri a livello del mare. Tra di loro i due laghi sono divisi da un sottile lembo di terra e a differenziarli è anche il colore delle acque: quello grande ha una colorazione verde olivastra, mentre quello piccolo si distingue per un verde molto più intenso. Per quanto concerne l’area circostante, la vegetazione si presenta molto variegata e ricca di specie floreali di rara bellezza che contribuiscono a rendere ancora più affascinanti questi luoghi.
Non solo ricchezza naturali e paesaggistiche, visto che l’area dei Laghi di Monticchio ha molto da offrire anche dal punto di vista storico e culturale. Tra i luoghi di maggior interesse artistico bisogna ricordare l’Abbazia di San Michele, costruita intorno all’VIII secolo intorno ad una grotta abitata anticamente dai monaci basiliani, e l’Abbazia di Sant’Ippolito, posta proprio tra i due laghi, e costruita tra il XI e il XII secolo sempre dai monaci basiliani che qui si rifugiarono dopo l’arrivo al Vulture dei normanni. Da non perdere anche una visita al Castello, del quale purtroppo sono rimaste solo alcune tracce a causa dei numerosi terremoti che hanno tormentato questi luoghi nei secoli, e al Museo di Storia Naturale del Vulture, inaugurato nel 2008 ed allestito presso l’Abbazia di San Michele. Qui è possibile ammirare reperti della Preistoria e soprattutto la fauna tipica che caratterizza le zone del Vulture. Infine consigliata anche una visita alla Riserva del lago piccolo, una riserva naturalistica di 187 ettari allestita nel 1971 con lo scopo di tutelare la “acanthobrahmaea” , conosciuta anche come “bramhea Europa”, ovvero una rara farfalla notturna scoperta proprio in questi luoghi dallo studioso Federico Hartig nel 1963.
