Diventata capoluogo di provincia nel 1992, Vibo Valentia sorge nella parte sud-occidentale della Calabria, all’estremità del promontorio di Tropea e ad appena 6 km dal Mar Tirreno. Le origini di questa città sono piuttosto antiche e sono legate ad un insediamento pre-ellenico che i Bruzii designarono con il nome di “Veip”, poi trasformato in “Hipponion”.
Per visitare la città si può iniziare dal Duomo, costruito tra il 1680 e il 1723, sui resti di altri due edifici religiosi, uno di origini bizantine l’altro medioevali. Il Duomo di Vibo Valentia ha un immediato impatto visivo sui suoi visitatori e questo non solo per lo stile, quello barocco, ma anche per le belle porte in bronzo, opere dell’artista Giuseppe Niglia, sulle quali vengono narrate le vicissitudini di questa terra.
Proseguendo a piedi dal Duomo è possibile raggiungere un suggestivo quartiere medioevale, il Castello, dove le case in pietra e gli edifici nobiliari si sono conservati in buono stato.
Da non perdere il Castello Normanno, fondato dai coloni greci di Locri nel VII secolo a.C. e poi diventato un importante “municipium” romano.
Per chi ama la storia da vedere è anche il Museo Archeologico Statale “Vito Capialbi”, fondato nel 1969 ed intitolato al celebre studioso e letterato. Presso il museo sono conservati importanti reperti archeologici ritrovati a Vibo e nei territori limitrofi, grazie ai quali è stato possibile ricostruire tutte le vicissitudini e i popoli che hanno abitato questa terra. Ai reperti pre e protostorici si associano, infatti, resti romani e greci, sino a giungere a testimonianze delle più “moderne” dominazioni.
Completano il tour per Vibo, la visita al Museo dei Marchesi di Francia, presso il quale è conservata un importante collezione di artisti di scuola napoletana, oltre a mobili ed arredi ottocenteschi di grande valore. Il museo ha sede nello storico Palazzo Di Francia, costruito nel XVIIII secolo, la cui particolarità risiede nel bel giardino all’italiana ad esso annesso. Il palazzo fu la residenza del Re di Napoli Gioacchino Murat durante i suoi soggiorni in Calabria.
Infine da non perder il Museo di arte Sacra, dove sono conservati più di 150 reperti ed opere d’arte, molte delle quali provenienti anche da collezioni private, e la Biblioteca Comunale.
