Le origini di Domodossola, la più importante città della Valle d’Ossola, risalgono al periodo romano, quando “Oscela Lepontiorum”, questo il nome originario della città, era considerato un centro di discreta importanza della Gallia Cisalpina.
Il nome odierno è invece di origine medioevale e deriva da “Domus Oscelae”, l’appellativo dato al Duomo che venne edificato proprio in quegli anni. Dal punto di vista geografico, Domodossola è il punto di confluenza delle sette vallate dell’Ossola ed il suo territorio è abbastanza composito e costituito da frazioni di media e piccola dimensione.
Dal punto di vista artistico, Domodossola si caratterizza per la presenza di numerosi edifici di origine quattrocentesca e cinquecentesca, senza dimenticare che la città è anche punto di partenza privilegiato per escursioni al Sacro Monte Calvario, all’Alpe Lusentino e ai numerosi paesi antichi che la circondano.
La prima cosa da visitare in città è la Collegiata dei SS. Gervasio e Protasio le cui origini sono piuttosto antiche e risalgono addirittura all’anno 840, sebbene l’edificio sia stato ricostruito intorno al’400. Tra le cose da vedere è senza dubbio un prezioso dipinto risalente al XVI-XVII, attribuito a Tanzio da Varallo e raffigurante San Carlo. Da visitare è anche la Chiesa di San Quirico, del X secolo, il Sacro Monte, di recente inserito nel Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, e Palazzo Silva, edificato intorno al Cinquecento e poi ristrutturato nel Settecento, assumendo l’attuale aspetto barocco.
Da vedere è anche il Palazzo di San Francesco che incorpora i resti dell’omonima chiesa del Trecento e presso il quale è ospitato il Museo di Storia Naturale e la Fondazione Galletti.
Per quanto concerne la gastronomia, quella di Domodossola si lega fortemente alla tradizione culinaria dell’Ossola ed è quindi caratterizzata da prodotti poveri e da piatti che tendono a conservare e a rievocare i sapori di un tempo. Specialità ossolana sono gli gnocchi all’ossolana, mentre i veri “signori” della tavola sono i formaggi tra i quali vale la pena di assaggiare il celebre Bettelmat.
Antiche anche le tradizioni che si richiamano al magico mondo dei Celti.
