Città dalle origini millenarie, Katane fu fondata nel 729 a.C. dai coloni calcidesi, per posi passare nei secoli che seguirono sotto il dominio dei Siracusani, dei Romani e dei Normanni, ai quali si deve la fondazione della prima Università siciliana, la Siculorum Gymnasium. Nel 1669 un’eruzione dell’Etna sommerse molte parti della città e del suo porto, mentre ciò che era sopravvissuto a quella tragedia vene spazzato via dal terremoto del 1693, che rase al suolo la città. La Catania che conosciamo oggi, quindi, sorse dopo il 1693 ma è riuscita a conservare, nonostante tutto, numerose testimonianze del suo antichissimo passato.
Il tour per la città può iniziare dai suoi più antichi monumenti come il Teatro Romano, l’Anfiteatro e le Terme, nei quali sono ancora visibili alcune tracce dei precedenti edifici greci sui quali queste strutture vennero edificate. Da non perdere è anche la centralissima Piazza Duomo presso la quale è possibile ammirare lo stemma di Catania, “U Liotru”, opera di G.B. Vaccarini e raffigurante un elefante che sorregge un obelisco egiziano, Castello Orsini, edificato per volere di Federico II di Svevia, oggi sede del Museo Comunale, la Chiesa di Santa Croce, costruita su un baluardo spagnolo e comprendente una parte del carcere romano dove venne rinchiusa S. Agata, la Collegiata di Catania e il Duomo, ricostruito dopo il terremoto del 1693.
Per chi volesse scoprire il lato barocco della città, si consiglia una visita alla centrale Via dei Crocifissi, lungo la quale si trovano alcuni degli edifici barocchi più belli della città, inseriti, tra l’altro, nel 2002 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. Tra questi vanno ricordati la Cattedrale di Sant’Agata, patrona della città, la Badia di Sant’Agata, la Chiesa di San Benedetto, e il Palazzo degli Elefanti, oggi sede del Municipio, dalla facciata riccamente decorata. Gli amanti del verde non possono, invece, perdere una passeggiata presso Giardino Bellini o il Boschetto della Plaia, che copre buona parte del litorale catanese.
Una tale commistione di popoli ha prodotto i suoi effetti anche sulle tradizioni folkloristiche e sulla cucina catanese: nelle prime sacro e profano si mischiano dando vita a degli eventi unici, mentre nelle seconda l’unione di sapori da vita ad una gastronomia ricercata e dai sapori intensi.
