Situata ai piedi delle Dolomiti, la Val di Fassa è un territorio caratterizzato da un matura incontaminata e suggestiva capace di conquistare con la sua straordinaria varietà e la sua bellezza ruvida. Nel corso del tempo la Val di Fassa è diventata praticamente sinonimo di Dolomiti: dalla regina del Gruppo, la Marmolada, al Cantinaccio che, secondo la leggenda, era la dimora di Re Laurino, passando per il Sassolungo, e questo solo per citare alcuni dei massicci più importanti della valle.
Questo antichissimo territorio, oggi meta ideale per le vacanze invernali grazie agli ottimi impianti allestiti, vanta una storia piuttosto lunga che rintraccia i primi insediamenti umani già nell’Età del Bronzo.
Oggi la Val di Fassa è costituita da sette Comuni, Moena, Soraga, Vigo Fassa, Pozza di Fassa, Mazzin, Campitello di Fassa e Canazei, ed è interamente attraversata dal torrente Avisio, un affluente del foume Adige. Una delle caratteristiche principali di questa regione è di essere l’unica valle trentina, insieme alle valli di Gardena e Badia in Alto Adige e alla valle di Livinallongo in Veneto, dove viene ancora parlata la lingua landina, e più precisamente il landino dolomitico.
La Val di Fassa si collega alle altre valli dolomitiche attraverso numerosi valichi, come il Passo di San Pellegrino che la collega alla Valle del Biois o il Passo di Costalunga che, invece, mette la Val di Fassa con la Val d’Ega in Alto Adige.
In Val di Fassa sono ancora molto forti le tradizioni popolari che si richiamano all’antica cultura landina, alla quale è dedicato l’Istituto Culturale Landino “Maion di fascegn” e il Museo Landino che hanno sede a Vigo di Fassa, centro amministrativo della valle. Ma la presenza della tradizione landina rivive nell’architettura e nelle strade di tutti i comuni della valle, dove è facile imbattersi in una chiesa o in monumento che si riallaccia alla vecchia tradizione trentina o del vicino Alto Adige.
Tra i luoghi che si consiglia di vedere c’è la Chiesa di S. Maria Ausilliatrice a Pozza, costruita nei primi anni ’50 del Novecento, e il Molin de Pezol, presso la frazione di Pera, presso il quale sono conservate le “pile”, un primitivo sistema di brillatura dell’orzo. Per quanto concerne la gastronomia quella fassana è molto legata alle tradizioni del passato e ai prodotti della regione alpina; tra i prodotti del luogo non si può non assaggiare il celebre speck o i molto formaggi prodotti in diversi comuni della valle.
